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Mercoledì, 08 Settembre 2010 |
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Home Newsflash Energia sotto il sole |
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In grande crescita, anche grazie alle agevolazioni normative, la richiesta di impianti fotovoltaici per uso domestico; un'installazione di qualità, però, rimane essenziale per vanificare l'investimento.
Il continuo aumento del prezzo del petrolio e il crescente inquinamneto atmosferico stanno spingendo i privati,aziende e organi politici a incentivare l'utilizzo di fonti energetiche alternative. In questo ambito, in particolare, la produzione di energia fotovoltaica rappresenta una delle opportunità più interessanti. Un'occasione che, per essere opportunatamente sfruttata, necessita di un adeguato supporto normativo in termini di incentivazione. Per tale ragione, il 19 settembre 2005 è entrato in vigore il DL 387/2003 di recepimento della Direttiva europea per le fonti rinnovabili (Direttiva 2001/77/CE),grazie al quale è possibile vendere l'energia elettrica prodotta con impianti fotovoltaici medio-piccoli. Dal febbraio 2007 è entrato in vigore anche il nuovo conto eenrgia, che rappresenta un'evoluzione migliorativa rispetto al precedente. La nuova norma, infatti, permette una significativa riduzione delle procedure burocratiche necessarie per ottenere l'incentivo in conto energia, a cui si aggiunge il notevole innalzamento del numero di impianti finanziabili. In pratica, ciò significa che chiunque voglia installare un impianto solare fotovoltaico in conto energia deve semplicemente collocare l'apparecchiatura e, entro 60 giorni dalla fine dei lavori, formalizzare la richiesta del contributo in conto energia. Per poter installare un impianto fotovoltaico è comunque necessario presentare la DIA (dichiarazione inizio attività) al comune di competenza. Se entro 20 giorni non si dovesse ricevere risposta,, vale la norma del silenzio assenso e i lavori possono iniziare. Di contro, nel caso in cui l'impianto debba essere installato su edifici soggetti a specifici vincoli storici, oltre alla DIA è necessario inoltrare una comunicazione anche ai Beni Culturali e Architettonici. In tal caso, la norma del silenzio assenso è valida se non si riceve nessuna osservazione entro 60 giorni.
COME FUNZIONA IL CONTO ENERGIA? Alla luce di questa normativa, l'impianto fotovoltaico può essere installato in qualunque momento, in un'abitazione o in un'azienda, rispettando esclusivamente le procedure burocratiche con il proprio gestore elettrico. Contrariamente a quanto accadeva in passato, però, non vengono più erogati contributi a fondo perduto, ma l'intero onere economico è esclusivamente a carico del proprietario. E' comunque opportuno ricordare che i numerosi istituti bancari hanno crato le linee di finanziamento agevolate e specifiche per queste installazioni. L'obiettivo di questa incentivazione economica è quella di premiare i piccoli impianti e, soprattutto, quelli integrati architettonicamente. A ciò si aggiunge il fatto che le tariffe verranno incrementate fino a un massimo del 30% se, dopo aver montato l'impianto fotovoltaico, si affrontano lavori di ristrutturazione che portino anche a un dimostrabile abbattimento del consumo energetico della propria abitazione. In quest'ultimo caso, però, è necessario far fronte a una procedura burocratica non sempre semplice e che richiede il supporto di professionisti abilitati. La norma in vigore prevede l'obbligo per il gestore di acquistare, al prezzo pattuito inizialmente, l'energia prodotta per 20 anni. Al termine di questo lasso temporale l'energia prodotta potrà essere utilizzata direttamente dal privato o dall'azienda. E' inoltre importante ricordare che queste cifre sonovalide solo per gli impianti realizzati entro la fine del 2009.
QUALE CELLA? Sulla base di queste indicazioni normative è importante sottolineare come l'installazione di un impianto fotovoltaico rappresenti un investimento destinato a protrarsi nel tempo e, per tale ragione, è necessario che l'installatore, ancor prima di effettuare i lavori, sia in grado di guidare le scelte dei propri clienti. Perciò, è opportuno ricordare che le celle attualmente in commercio sono di tre tipologie differenti: * celle a film sottile: poco utilizzate, ma anche particolarmente economiche. Gli atomi del silicio vengono sistemati in maniera catodica su una piastra di vetro; * celle monocristalline: caratterizzate da un rendimento elevato.Le barre di monocristallo vengono estratte dal silicio in forma liquida e poi sezionate in parti sottili; * celle policristalline: caratterizzate da un rendimento poco inferiore a quello delle celle monocristalline.Anche in questo caso, dal silicio fuso si estraggono dei blocchi dai quali durante la solidifcazione, hanno origine delle strutture cristalline imperfette. Unendo tra loro le celle viene realizzato il modulo fotovoltaico, in grado di produrre una potenza elettrica mediamente compresa tra 50 Wp e 200Wp.
DOVE INSTALLARE L'IMPIANTO Indipendentemente dalal tipologia di cella implementata, nella realizzazione di un impianto fotovoltaico è fondamentale progettare correttamente la posizione dei moduli. Dal punto di vista teorico, simili elementi possono installati su qualsiasi pertinenza di un immobile (tetto, facciata, terrazzo...) oppure direttamente sul terreno. In ogni caso, oltre alla disponibilità dello spazio necessario per installare i moduli, la corretta esposizione e inclinazione della superficie rappresenta un fattore fondamentale. Ecco perchè è necessario predisporre un'esposizione a sud, mentre l'orientamento sud est e ovest può essere accettato, anche se bisogna prevedere una parziale perdita di produttività. E' altrettanto importante valutare correttamente l'inclinazione dei moduli che passa dai 25° dei paesi più meridionali dell'Italia ai 35° di quelli delle regioni settentrionali. Nella valutazione economica è inoltre fondamentale ricordare che, indicativamente, per avere una potenza nominale di 1 KWp è è necessaria una superficie di circa 8-12 mq. Simili valori, però, variano in funzione della latitudine, dell'esposizione e della tecnlologia utilizzata. In fase di installazione è fondamentale considerare la presenza di possibili ombre, dovute a comignoli, edifici vicini o alberi. Proprio l'assetto dell'ombreggiatura viene spesso trascurato in fase di progettazione, in quanto si dimentica che, al variare della stagione, il sole si trova a transitare con altezze differenti e che, nella stagione primaverile ed estiva, le fronde degli alberi possono proiettare ombre non considerate durante il periodo invernale. Senza dimenticare che proprio gli alberi, con il passare del tempo, possono aumentare la loro altezza e nell'arco di qualche anno, provocare ombre inesistenti. La presenza di parti non illuminate, come intuibile, riduce l'efficienza di un impianto fotovoltaico e, allo stesso tempo , può causare sensibili differenze termiche tra le aree di un medesimo pannello, provocando così tensioni che, in casi estremei, possono portare sino alla rottura dell'elemento stesso.
QUANTO PRODUCE? Le corrette scelte progettuali e componentistiche (compresi inverter e altre apparecchiature) hanno un impatto determinante sulla produttività di ogni singolo impianto. E' comunque fondamentale calcolare, a priori, al potenza generata da un impianto nel corso di un anno, i nquanto da tale fattore dipende la predisposizione all'investimento di un utente finale. In generale, prendendo come riferimento un impianto da 1KW di potenza nominale, con orientamento ed inclinazione ottimali e assenza di ombreggiamento, la produzione massima in Italia, nel corso di un anno, può essere stimata come segue: * regioni settentrionali 1.100 KWh/anno * regioni centrali 1.400 kWH/anno; * regionali meridionali 1.600 KWh/anno;
E' comunque importante ricordare che il consumo annuo elettrico medio di una famiglia italiana è di circa 3.000 KWh.
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